E' MANCATA LA FORTUNA, NON IL CORAGGIO.(DANTE CAPALDI)
13/05/2014

''Se sogni da solo resti solo un sognatore. Se a sognare siamo in tanti il sogno diventa realtà''!
Con queste parole mister Giovanni Pagliari si è accomiatato al termine della nostra trasmissione di Feed Back sabato 3 maggio u.s. dove l'avevamo avuto ospite con Marco Onesti, il preparatore dei portieri, colui che nel 1997/98 ci portò in C con le sue prodigiose parate.
Al termine della gara con il Pisa il sogno di Pagliari e quello di tutti noi, in primis i tifosi eccezionali della Curva Sud, si è purtroppo infranto lasciando solo tanta delusione, sconcerto ed amarezza.
Pur dominando la gara, pur dimostrando una netta superiorità rispetto ai toscani, i rossoblù aquilani che avrebbero dovuto chiudere la gara con una squillante vittoria, hanno dovuto rinfoderare le loro velleità e rimandare il Progetto verso la B ad un'altra stagione sportiva.
Certo nel sogno di tutti c'era quello che l'Aquila, dopo ottanta anni, potesse ripetere l'impresa di Genova allorché vincendo per 3-1 fu promossa in B, prima squadra abruzzese a raggiungere tale prestigioso risultato.
E' mancata la fortuna, non il coraggio.
E così per la formazione rossoblù è sceso il sipario dove c'è scritto, purtroppo ''the end''.
Peccato, perché quella coreografia dei Red Blue Eagles, quel calore dei cinquemila presenti, quel grido vibrante all'unisono a favore dell'Aquila, alla fine sono state riassunte dalle lacrime che rigavano il viso di tanti ragazzi rossoblù all'uscita dall stadio T. Fattori che non meritavano questo risultato.
Ora non è tempo di dire se Pagliari schierando all'attacco un altro giocatore, per esempio, Libertazzi, o impostando la partita con un altro modulo tattico, il risultato sarebbe stato diverso.
La dea bendata ha girato le spalle ai rossoblù e ha premiato quel Pisa che pure all'andata ci aveva battuto in casa con lo stesso punteggio.
Non è tempo di rispondere a quella nostra domanda che ponemmo all'indomani del mercato di gennaio ''L'Aquila ne esce rafforzata o indebolita?''.
Perché, (opinione personale opinabile) quell'Infantino, si doveva fare di tutto per trattenerlo, nonostante le sue bizze. Forse in questa Società del Presidente Corrado Chiodi, super organizzata, manca la figura dello psicologo.
Perché con un ottimo personaggio con tale specializzazione si poteva recuperare quel giocatore che pure ci aveva portato in Prima Divisione.....
Non è tempo neppure per recriminare sull'operato dell'arbitro Sacchi di Macerata che non ha dimostrato quel necessario equilibrio che la sua direzione delicata richiedeva.
Ha arbitrato a corrente alternata a volte all'inglese, altre all'italiana, altre ancora alla tedesca. Se tornasse in vita il suo illustre concittadino e predecessore Jonni (un grande arbitro che con Concetto Lo Bello ricordiamo con nostalgia), gli farebbe una sonora tirata di orecchie. Come pure nei confronti di chi lo ha designato, visto che aveva arbitrato già due volte il Pisa con esiti negativi e sappiamo che i toscani si erano sonoramente lamentati... Dunque anche qui applicazione della legge della compensazione?
Ma non vogliamo dirlo.
Chiudiamo questo Campionato 2013-14 elogiando tutti. Dal Presidente Corrado Chiodi, alla Società tutta, (Con Massimo Mancini , Massimo Chiodi, Elio Gizzi, Angelo Piccoli, Fabio Aureli, Elianna Vaira) al tecnico Pagliari, alla rosa dei giocatori, con in testa capitan Pomante) ai preparatori atletici, medici, agli addetti alla segreteria e a tutti gli altri servizi.
Mi vengono in mente, fra i tanti, due nomi: Daniele Mastrantonio e il decano Luigi Bastida. Ma anche gli altri meritano un giusto plauso per la loro preziosa collaborazione.
Infine, vanno esaltati, quali grandi protagonisti di TUTTO il campionato, i Tifosi che sono stati sempre presenti, soprattutto nelle trasferte.
Mi diceva un appassionato verace rossobblù, Gianfranco Scirri con il figlio Antonello: ''Questi ragazzi hanno superato se stessi. Hanno lavorato, si sono impegnati, hanno messo in scena una coreografia che neppure il responsabile della Rai o di Sky si sarebbe sognato! In una parola sono stati commoventi e creativi al massimo!''
E questo è un motivo in più per credere maggiormente nel futuro del calcio e dello sport aquilano che ha trovato ANCHE con il pallone e NEL pallone un motivo di riscatto dopo cinque anni d'inferno dovuti al terremoto.
Ecco, domenica scorsa, contro il Pisa, in quella partita ''secca ''che ha fatto iniziare i play off, se l'Aquila è uscita battuta nel punteggio aritmetico (ma meritrava di vincere per 4-0), tuttavia è riuscita nettamente vincente sotto il profilo della correttezza e sportività per l'esemplare comportamento di tutti i presenti.
E questo è già un grande risultato in quanto dal prossimo Campionato si giocherà la serie C che torna strutturalmente come ai tempi degli anni Sessanta, (tre gironi) in uno Stadio: Gran Sasso-Italo Acconcia ''SENZA BARRIERE''!.
La tifoseria e la Città hanno dimostrato di meritare un trattamento che si deve a chi rispetta i segnali e le regole della Civiltà.
Dante Capaldi