QUANDO I SOGNI DIVENTANO INCUBI (DI GIANNI LUSSOSO)
05/05/2014

Daniele Sebastiani, come un personaggio shakespeariano, sta passando dai sogni agli incubi e la colpa è tutta sua. Anche se, altezzoso e orgoglioso com’è, non lo riconoscerà mai.
I sogni sono nati quando, con molta furbizia, approfittando del carattere esplosivo di Peppe De Cecco, ha caricato la sua “molla”, lo ha portato a fare boom, e si è ritrovato una società da serie A e la possibilità di sognare ad occhi aperti: sono pescarese, sono piacente, ci so fare, in un paio di stagioni “impolpo” tutto quanto è possibile, mi procuro una enorme pubblicità gratuita per la mia attività personale, faccio altre amicizie importanti nel settore da sfruttare con la mia arcinota “intelligenza finanziaria” e chi vuole Dio se lo prega.
Che differenza passa tra un sogno e un incubo?
È la persona che sogna a classificare i propri sogni... Quando un sogno è particolarmente inquietante, verrà categorizzato come ''incubo''. In genere, si tratta di sogni che ci fanno paura o che ci mettono a disagio. Un disagio derivante dalla consapevolezza intima, tutta personale, di stare a fare qualche cosa di scorretto.
Sono la moralità, l'educazione, i principi di una persona a far sì che essa accetti o meno determinate immagini o situazioni. Ma la frontiera tra sogno e incubo è sottile e le apparenze ingannano. Anche un bel sogno può nascondere un incubo.
Gli incubi rivelano le nostre angosce più profonde. E l’angoscia di Daniele Sebastiani è quella di aver fatto male i conti, nonostante lui si senta un “mago della finanza”, nessuno meglio di lui sa manovrare i soldi altrui, eppure questi conti non tornano: pensava di avere assemblato una Ferrari, e si ritrova un macinino che va a tre cilindri… Sognava di poter essere inserito nella storia della Pescara Calcio come “Lu mejie” e si ritrova ad essere definito uno tra i peggiori presidenti della storia biancazzurra… I sogni si trasformano, ora dopo ora, in incubo. Credeva di aver parcellizzato i rischi di gestione e si ritrova con soci recalcitranti e buon per lui che ha vicino uno sportivo entusiasta che non ha paura di investire i suoi soldi, come Danilo Iannascoli. Credeva di poter gestire la tifoseria perché era riuscito ad arruolare alcuni Boys e si è ritrovato uno Stadio intero, o quasi, a reclamare ben altra conduzione… Sognava di aver preso un buon ombrello per coprirsi dalla pioggia delle eventuali critiche, e si ritrova invece che tutti hanno capito che il re è nudo e che tutti i movimenti importanti della gestione li ha fatti lui, in prima persona, con la sua maniera dittatoriale di gestire la società e i tentativi di coinvolgere nelle critiche Danilo Iannascoli stanno naufragando perché i tifosi hanno ben capito che è lui il solo e principale responsabile della perdita di un anno calcistico che era tra i più malleabili per il gran salto.
Come tutti gli altezzosi, continua a guardare gli altri con una spocchia degna di miglior indirizzo, e a dirci che i conti si fanno alla fine: solo lui finge di non capire che questa stagione calcistica è stata un fallimento totale, così come quello della Serie A.
Insomma, ora dovrebbe rendersi conto che i sogni sono una cosa e gli incubi un’altra e che un conto è dirigere una società con un socio come Peppe De Cecco, con tutti i suoi difetti caratteriali, è un conto è farlo con gli Acciavatti, i Fezia e via discorrendo e buon per lui, ripeto, che gli è rimasto vicino, nonostante tutto, il buon Danilo Iannascoli.