A L’AQUILA “GRUPPI DI PAROLA” PER I FIGLI DEI SEPARATI.
19/04/2014

La separazione coniugale è un evento ormai molto diffuso e con il quale sempre più figli di tutte le età si confrontano e i dati statistici ufficiali riguardanti il territorio italiano evidenziano una crescita progressiva del fenomeno.
Nel momento storico attuale, in cui l’incremento di separazioni e divorzi riflette uno scenario frammentato della famiglia, si osserva che spesso la rottura coniugale non rappresenta la conclusione di un rapporto, ma l’inizio di una fase della vita in cui la ricerca di un nuovo equilibrio è ostacolata da rabbia, aggressività, frustrazione , senso di colpa che circolano nel contesto relazionale con possibili conseguenze negative sui figli.
In questo momento critico e doloroso purtroppo i figli vengono penalizzati e vivono spesso nell’incertezza, nella paura, venendo a volte, più o meno consapevolmente, coinvolti dai genitori nel dirimere i loro conflitti, si auto investono del ruolo di mediatori o di messaggeri o ancora si occupano di questioni che evidentemente non possono riguardarli.
Dopo una separazione è frequente che i figli mostrino cambiamenti nel quadro comportamentale (aggressività, difficoltà relazionali etc.) ed emozionale (tristezza, rabbia, paura, vergogna, etc.).
In generale, i figli di separazioni altamente conflittuali hanno una maggiore incidenza di difficoltà psicologiche, sociali e scolastiche.
Alcuni autori (Canziani 2000) parlano di un 30% di bambini che presentano una patologia a seguito della separazione conflittuale dei genitori che si protrae per un periodo prolungato, mentre la maggioranza dei bambini ne esce illesa (anche se la sofferenza e la fatica segnano la loro vita).
Nelle progressive fasi di trasformazione della famiglia, la comunicazione ai figli della decisione di separarsi rappresenta spesso il compito più difficile da affrontare per i genitori.
Essa dovrebbe essere fatta dai due genitori insieme, a rimarcare che è salvaguardata la continuità dell’esistenza della coppia genitoriale, unita nell’affrontare la crisi per il benessere del bambino.
Il sapere che è possibile parlare liberamente è il primo passo che consente al figlio di esprimere le proprie emozioni, all’adulto di riconoscerle e farle riconoscere.
In quest’ottica si può citare la recente esperienza dei “Gruppi di parola per figli di genitori separati”, nati dall’esperienza francese di Marie Simon (diffusi dapprima a Milano e poi in tante città italiane) in cui i bambini possono mettere parola sul dolore, accedere ai sentimenti e nominare le difficoltà che incontrano durante la separazione, affinché trovino delle soluzioni possibili e allarghino la comunicazione con i propri genitori (Marzotto, 2010).
I bambini necessitano di uno spazio per riflettere ed elaborare ciò che accade intorno a loro e la loro parola può aiutare i figli a registrare gli eventi, elaborare la sofferenza e la perdita, comprendere e dare un senso alla separazione dei genitori.
A seguito del terremoto del 2009 e al relativo sconvolgimento personale e sociale , si è assistito ad un aumento delle separazioni e ciò ha spinto le psicoterapeute Maria Marronaro e Sara Del Sole, ad istituire, anche all’Aquila, i “Gruppi di parola” nei quali i bambini possono parlare dei loro vissuti, esprimere ciò che vivono attraverso la parola, il disegno, i giochi di ruolo, la scrittura, avere delle informazioni, porre delle domande, uscire dall’isolamento, trovare una rete di scambio e di sostegno tra pari.
Si possono avere maggiori informazioni e ci si può iscrivere ai Gruppi chiamando il 3492644524 e il 3389984180.