TIFOSI, AGLI ERRORI DEL RAGIONIER SEBASTIANI, NON UNITE I VOSTRI. (G.LUSSOSO)
13/04/2014

Il campionato biancazzurro, con i suoi numeri, ancorché ci siano ancora margini di speranza, sta confermando, anche ai servitorelli sciocchi, che le due campagne acquisti e cessioni non sono state all’altezza della situazione e dei desiderata della tifoseria, nonostante i proclami presidenziali.
Ora, però, tifosi pescaresi, agli errori del ragionier Sebastiani, non unite i vostri.
Con molta furbizia, Sebastiani ha incolonnato alcuni esponenti del tifo e della stampa locale, certo di poter, così, fare a suo piacimento, senza dover rispondere delle sue operazioni forte anche della convinzione che, annullando le voci critiche, avrebbe potuto fare i suoi business senza soffrire contestazioni.
Ma, si sa, il troppo stroppia.
Ora anche i ciechi vedono e i sordi sentono ed è impossibile, anche al servitorello più fedele, nascondere le verità che sono sotto gli occhi di tutti: squadra senza equilibri nei reparti, doppioni in alcuni ruoli, incompletezza in altri, supponenza nei rapporti con l’ambiente, strafottenza dinanzi alle richieste più semplici di chiarimenti, mancanza di trasparenza, bavaglio per i dirigenti che dissentivano dalle scelte “padronali” del ragioniere.
Ora i tifosi liberi hanno capito e stanno reagendo, parlo dei Distinti e della Curva Sud, ma alcuni stanno esagerando e corrono il rischio di aggiungere, agli errori del presidente, i loro errori e sarebbe davvero una iattura imperdonabile.
Il ragionier Sebastiani ha dovuto prendere atto, anche se a malincuore, che anche una sola voce libera, sarebbe stata capace di mettere in evidenza le sue inadeguatezze e avrebbe portato i tifosi liberi, che sono la stragrande maggioranza, anche se per tanto tempo silenziosa, a rendersi conto delle reali situazioni e a chiedergli conto dei suoi atti sportivi.
A poco sono serviti i concreti tentativi di Danilo Iannascoli di farlo ragionare e di fargli capire che la tifoseria andava rispettata e curata in ben altro modo…
Forte della immunità che credeva, erroneamente, potessero garantirgli giornalisti e testate di comodo, Sebastiani è andato avanti come un rullo compressore gridando slogan a cui solo lui credeva: Ho messo a punto una Ferrari, siamo la società più organizzata del campionato, abbiamo una forza che altri non hanno… e via dicendo e poi, considerandosi più esperto ed abile dei professionisti del settore, ha preso alcuni parafulmini per accontentare la piazza e ha gestito in proprio anche acquisti e cessioni importanti.
Ora i suoi lacchè continuano a dirci che il Delfino è a soli due punti dalla zona play off e che le critiche sono fuori posto. Che la società non ha fatto errori se non alcuni di scarsa entità e di relativo impatto negativo. Invece lo stesso Cosmi ha capito tutto e ha ben precisato che non vuol pagare per errori altrui e ha esortato a capire il perché, una squadra che dà tutto, non arriva a livelli ottimali...
Insomma, tutto va bene, madama la marchesa, e le mie critiche (mesi fa solitarie, ma ora sostenute da moltissime persone) arrivavano perché, diceva il ragioniere, “E’ nel suo carattere criticare per partito preso” e si dimentica, inoltre, forse perché conosce poco la storia della Pescara calcio e i miei scritti, che, pur con il mio carattere, non ci sono state mie critiche per Cadè, per Caldora, per Angelillo, Marinelli, per Zeman e che per altri (Rosati, Scibilia, De Cecco, Galeota etc.) ho espresso critiche e anche molte opinioni positive secondo le realtà espresse dalle varie situazioni.
Quindi, il tentare di isolarmi, si è dimostrato una cattiva scelta da parte sua, che avrebbe, invece, fatto meglio ad ascoltare e capire i miei interventi, o i tentativi di farlo ragionare del suo socio e amministratore delegato che ha più sensibilità e conoscenza sportiva di quanto lui ne ha dimostrate.
Non tutto è perduto, per fortuna.
Se il ragionier Sebastiani si ravvede e scende dal suo piedistallo di infallibilità organizzativa presunta, e se dà meno spazio ai ruffiani, e ascolta con attenzione la voce della tifoseria sana, il Delfino potrà ancora farcela.