IL VIRUS CON LA CORONA
31/03/2020

IL VIRUS
CON LA CORONA 👑


L’amicizia e il virus con la 👑.
Molti studi dimostrano che una buona rete sociale è associata a un minor rischio di disturbi psicologici, malattie fisiche e persino di mortalità. Come si spiega? Innanzitutto, gli altri danno sostegno emotivo, rafforzando autostima e benessere psicologico. Inoltre, forniscono consigli, aiuto e informazioni utili per affrontare difficoltà e problemi. Infine, amici e famigliari aiutano a seguire comportamenti importanti per la salute, come aderire alle prescrizioni mediche o mangiare adeguatamente. In base ad alcune ricerche, il sostegno sociale influisce sulla salute perché protegge dall’impatto negativo dello stress: poter contare sugli altri aiuta a far fronte agli eventi stressanti e porta a viverli con più leggerezza. A questo punto rimane da studiare se la rete di amicizie su facebook e altri social network ha effetti sulla salute e sulla mortalità. Ma questo potrà essere fatto solo tra qualche tempo. E’ indubbio che la reclusione forzata sta già cambiando il nostro stile di vita. Ci sono coppie o nuclei familiari che non possono incontrarsi ma solo comunicare tramite i mezzi tecnologici, telefono, social. Ma cosa accadrà quando potremo di nuovo uscire di casa? Ci sarà il pericolo di una nuova pandemia di natura psicologica che potrà produrre molti casi di paura degli spazi aperti? A circa un mese dall’inizio di questa crisi, le persone iniziano a sentire un vero e proprio senso di disagio. Di certo è profondamente cambiata la nostra vita. La giusta necessità della quarantena che stiamo vivendo ha profondamente modificato il nostro modo di vivere. Abbiamo parecchie persone che si trovano senza lavoro o che si sono trovate costrette a modificare il proprio modo di lavorare. Abbiamo famiglie frammentate. Abbiamo migliaia di coppie non conviventi che si trovano a non vivere più una vicinanza e una sana sessualità. O, al contrario, coppie in crisi che si trovano costrette a stare in una convivenza forzata per 24 ore al giorno. Anziani soli in casa. Famiglie non abituate a stare 24 ore in casa con i figli. Insomma, sono parecchie le situazioni di disagio e noi terapeuti dobbiamo rendercene conto. Alla fine di questa emergenza dovremo essere pronti. Il virus corona ci spaventa. Abbiamo paura. Ed è giusto aver paura. Detto questo, quando abbiamo paura per qualcosa di reale e, contemporaneamente, evochiamo le angosce più profonde del nostro inconscio. Abbiamo quasi bisogno di quella paura reale per proiettarci inconsciamente le nostre ombre. E questo virus sembra perfetto a questo scopo. La paura del contagio fa sì che ognuno possa essere, anche inconsapevolmente, un untore. Questo viene spesso amplificato e stimola in noi angosce paranoidee, per cui diffidiamo di chiunque incontriamo per strada o al supermercato. In questi casi c’è una gran confusione tra rischio reale e rischio percepito. Nella fantasia paranoidea “l’altro” viene considerato pericoloso a prescindere dal fatto che sia o meno portatore del virus. L’aver perso la nostra libertà di uscire, di andare al mare, di frequentare i nostri amici, di poterci salutare con un abbraccio, viene percepito dalla nostra psiche come un lutto che, inevitabilmente, suscita in noi stati depressivi. A complicare questo aspetto c’è l’angoscia del non sapere quando la quarantena finirà. L’inconscio vive tutto ciò come un lutto depressivo anche in persone che non hanno mai sperimentato questa patologia. Chi soffriva di fobia da contaminazione e chi ha un disturbo sociale di personalità vede realizzarsi nella realtà il proprio modo di vivere problematico. In alcuni casi il cambiamento è anche positivo. Persone hanno riscoperto la lettura, l’ascolto della musica… Immagino una ripresa della vita sociale e lavorativa graduale. Non credo che si ritorni da un giorno all’altro alla situazione precedente di un mese fa. Immagino, ed è auspicabile, che ci permetteranno di uscire prima che l’epidemia sia risolta del tutto. Auspicabile perché altrimenti corriamo il rischio di avere una popolazione con un contagio ridotto, ma con un clamoroso aumento di psicopatologie. Dal mio punto di vista, bisogna porre attenzione non solo alla realtà esterna ma anche a quella interna. Le infezioni aggrediscono maggiormente gli individui deboli, visti come un’unità corpo/mente. Diventa quindi fondamentale una buona igiene mentale che ci liberi da cattive abitudini psicologiche, fatte di pensieri negativi e di una overdose di informazione di fake news, fantasie di complotto e di neo improvvisati finti medici dai pronti rimedi stravaganti Questa pandemia finirà, com’è stato per tutte le pandemie del passato, forse con un vaccino, o forse perderà di pericolosità, non sappiamo bene come, ma finirà. Dovremo accettare di recuperare al meglio le sane relazioni sociali, evitando eccessi e riprendendo il nostro percorso di crescita personale...


Roberto BERARDOCCO: 🖨️TestataWeb editoriale registrata al Tribunale di Pescara n° 9/89 del 19-07-1989. 💻Direttore editoriale, proprietario: Roberto BERARDOCCO - © 2020Agenzia
Chi gradisce la lettura e' lo spirito libero e indipendente nella
informazione della testataWeb
agenzianotizie.it
© marchio copyright
®Marchio copywriters

Bera World Communications d.o.o.
Kunavarjeva ulica 9 cap. 1000
Lublijana (SI)
Grazie a chi ha la pazienza di leggere i miei punti di vista e a chi
condividerà credendo nel diritto della diffusione del ''vero''...
Per esprimere critiche costruttive e propri punti di vista wathsapp su📱
+39 377 12 70 870 utenza certificata di Roberto BERARDOCCO 🍀🍀🍀...