LASCIATE LAVORARE ZEMAN
17/10/2017

Parlando, leggendo e ascoltando i commenti di vari tifosi, ho avuto la netta percezione di una situazione critica nei confronti di Zeman che non è omogenea (del resto è difficile avere la maggioranza assoluta dei pensieri su qualsiasi aspetto della vita) ma vede la tifoseria divisa tra i pro e i contro del Mister.
Gli hanno rimproverato, a volte di essere stato aziendalista e di non aver preteso l'acquisti di quei due - tre elementi che riteneva indispensabili per il suo gioco; a volte hanno messo in evidenza che il suo assolutismo tecnico tattico è superato dalla dinamica del gioco moderno; in altre occasioni ho sentito affermare che, ormai, è vecchio e che gli anni li dimostra tutti nel concetto del gioco; in altre occasioni gli hanno rimproverato che non ''vede'' alcuni giocatori che, invece, dovrebbero essere presi maggiormente in considerazione. Hanno evidenziato che nella sua carriera ha vinto poco in Serie B (vedi solo Foggia e Pescara) e nulla in Serie A. Gli hanno rimproverato di trascurare la fase difensiva e che tredici punti, sui ventisette disponibili, sono poca cosa.
Insomma, a dirlo in poche parole, non tutti sono contenti del lavoro del Mister.
Eppure, nelle valutazioni fatte dai tifosi, noto che hanno sottaciuto alcune situazioni che, invece, sono necessarie per capire le difficoltà del tecnico e che riassumo brevemente:
- Non è stata formata la rosa attuale seguendo una linea precisa di acquisti e di vendite finalizzata al raggiungimento di un traguardo prefissato.
- Gli acquisti fatti sono stati subiti dal mercato e dalle ''amicizie'' da accontentare e non per propria scelta.
- Non c'era un'ossatura di squadra sulla quale innestare due - tre elementi ma un gruppo eterogeneo fatto di prestiti, di giovani da preparare (più per gli altri che per il Pescara) e di maturi atleti da recuperare.
Questi ''ragazzotti'' (come li avrebbe definiti Gianni Galeone), si sono trovati a dover imparare degli schemi che, seppure appaiono semplici, sono, comunque, da imparare, assimilare e rendere automatici per avere i risultati e, fin quando alcuni rimangono restii dinanzi alla novità e si attardano a giocare come sapevano, il gioco del Pescara ne risente. Non è un caso che in nove partite, solo a sprazzi i tifosi hanno potuto ammirare il ''gioco zemaniano''.
In definitiva cos'è questo gioco zemaniano? Come si esprime sul campo?
Molti ne hanno parlato e scritto, e cercherò, per i giovani tifosi che seguono i miei servizi giornalistici, di fare un sintetico quadro tecnico tattico.
Intanto il Mister punta e conta molto sulla preparazione atletica, se corri per tutta la gara hai sempre più possibilità di arrivare per primo sul pallone anticipando gli avversari, e se hai potenza fisica puoi importi sul diretto avversario ed ecco spiegate la sua mania dei gradoni, la cura nelle schede di alimentazione personalizzate, e la ripetizione in allenamento degli schemi basilari del modulo 4-3-3 che esprime un pressing offensivo, la linea difensiva a centrocampo in fase di possesso palla per sfruttare in modo sistematico il fuorigioco, la marcatura a zona in tutte le parti del campo e questi sono solo alcuni aspetti del gioco di Zeman.
Il 4-3-3 di Zeman è un modulo “universale” perché consente un’occupazione ottimale degli spazi e la partecipazione attiva di tutti i giocatori in fase di possesso palla. È il modulo che crea triangoli virtuali tra tutti i giocatori cosicché ogni atleta in possesso di palla ha sempre almeno tre soluzioni di passaggi per avanzare la manovra offensiva.
L’analisi del gioco di Zeman si può dividere in due parti : la fase di “possesso” o offensiva, quando la squadra è in possesso della palla; la fase di “non possesso” o difensiva, quando la palla è gestita dalla squadra avversaria.
Il gioco in attacco deve svilupparsi ad una forte velocità e tutti i giocatori devono partecipare attivamente alla fase di costruzione del gioco, proponendosi con continui movimenti di smarcamento al fine di ricevere la palla, ed eseguire passaggi soprattutto in verticale tra un reparto e l’altro in modo da sfruttare al meglio i principi della fase offensiva, in particolare l’ampiezza, la profondità e l’imprevedibilità.
L’ampiezza è garantita dai due difensori esterni che, appena la squadra entra in possesso della palla, si allargano sulla linea laterale e cercano di guadagnare spazio. Il vero punto di forza del modulo di Zeman sono le fasce laterali dove si creano terne di giocatori formate da difensore laterale - centrocampista - attaccante esterno che sfruttano sistematicamente una superiorità numerica.
Per quanto attiene la fase difensiva, bisogna considerare che il Mister chiede che la squadra deve recuperare attivamente il possesso della palla con un pressing offensivo cominciando dal centrocampo.
Questo modulo di difesa permette un recupero della palla velocissimo e impedisce la costruzione del gioco della squadra avversaria.
Facile a dirsi, penserete voi, ma difficile da attuare perché questo modulo zemaniano prevede un dispendio di energie notevole e spesso i giocatori che non si preparano bene o che fanno qualche ''trasgressione privata'' poi sul campo hanno dei momenti di ''stanca'' in cui perdono palla o sbagliano passaggi annullando l'efficacia dell'azione.
Comunque una cosa è certa: Zeman produce con il suo gioco spettacolo. Ma se la squadra, o per meglio dire, la rosa non è stata fatta secondo i suoi suggerimenti, deve avere il tempo necessario per insegnare ai giovani come il gioco il 4-3-3 e ai maturi di dimenticare come giocavano prima e scrollarsi di dosso, specie i centrali di difesa, la paura di andare in avanti.
Conclusione: Lasciate lavorare Zeman e, se possibile, a gennaio non vendete i migliori e, se possibile, dategli uno due elementi di categoria scelti da lui tenendo, naturalmente, conto delle esigenze di cassa.