CI SIAMO QUASI...
21/08/2019

L'attesa sta per finire. Siamo quasi all'inizio del campionato anche se il cantiere biancazzurro è ancora aperto.
Zauri ha chiesto degli elementi ma quelli che arrivano non sono quelli che lui avrebbe scelto, un esempio per tutti, Kastanos che non rientra nei parametri tecnici del giocatore che gli manca, ma nelle prossime ore potrebbe essere accontentato.
Il fatto è che il Delfino, con il suo Ferguson, non fa il mercato ma lo subisce e, intanto, partono i migliori elementi della giovanile in vista di future ''elargizioni'' dalle società che, ormai, ci considerano vassalli.
Parlare chiaro significa essere demonizzati dal nostro Ferguson che trova tutte le occasioni per cercare di inficiare i nostri pubblici interventi senza rendersi conto del lavoro utile che facciamo per cercare di riportarlo sulla retta via di chi ama il Delfino.
Ma, e questo è chiaro, anche se fa bruciare il popò di alcuni suoi leccapiedi, il nostro spavaldo operatore di mercato, non ha le sollecitazioni che dovrebbe avere un innamorato del calcio pescarese (non lo è mai stato e i suo amori erano, notoriamente, rivolti a ben altre discipline) e le sue sono solo quelle degli affari.
Sebastiani è un uomo molto preparato nel settore finanziario e sa far ballare le cifre e i contatti, secondo logiche economiche e affaristiche.
Quando si è ritrovato, nel 2012, una gallinella che poteva fare uova d'oro, non si è lasciato sfuggire l'occasione, sfruttando anche la superficialità di De Cecco e compagnia bella, e ha stretto un rapporto serrato con alcun i tra i maggiori ''mammasantissima'' del calcio nazionale che gli hanno permesso, in breve tempo, di affinare le sue armi ed il gioco si è fatto, anno dopo anno, molto interessante. Ed ecco il motivo per cui ha sempre fatto terra bruciata attorno al Delfino 1936 avendo, però, la furbizia di far credere che, in mancanza di altre forze imprenditoriali, lui, per amore societario, si era preso l'impegno e l'incarico di salvare il calcio pescarese.
Ora ci siamo quasi, e il campionato darà ancora una volta ragione al nostro Ferguson che ha venduto tutto quanto gli era possibile fare, non ha comprato se non svincolati, e alimentato il gruppo dei prestiti, facendo sì che il campionato lo faremo anche con qualche concreta possibilità di successo, anche se il patrimonio calcistico pescarese non ha avuto nessun incremento.
Del resto, la sua posizione è molto protetta da operatori del nulla, intesi come capaci di dare fumo quotidiano ai tifosi rendendoli felici, comunque, di avere una squadra da seguire. ''Se storna ricchezze che dovrebbero essere biancazzurre che ci frega, intanto ci dà la serie B''.
A che prezzo?
Ai pochi servitorelli sciocchi poco interessa e sono capaci solo di alzare la voce per minacciare mentre la grande massa dei tifosi resta silenziosa, abbozza, e si augura che non capiti il peggio.
Si comincia a Salerno dove, Ventura, continua la sua opera di disperato del calcio: non glie ne va bene una e crede sempre di essere un mago incompreso della panchina. Questo potrebbe anche dare la possibilità ai biancazzurri di cominciare con un segno positivo anche se in difesa, forse, si erano dimenticati della squalifica di Scognamiglio e bisogna rivolgersi al quasi quarantenne Campagnaro per allineare una difesa a quattro.
Opportuno, a questo punto, fare gli auguri a tutti i biancazzurri e, nonostante tutto, anche al suo presidente che, seppure non riusciamo a rispettare, per le sue angolazioni strane e difformi, dobbiamo, in un certo senso, ammirare per la sua capacità riconfermata di prendere i tifosi per i fondelli e di farli anche rimanere contenti e soddisfatti.
E questo non significa fare la guerra al Ferguson nostrano, ma riconoscergli il grande merito di saper fare contenti e coglionati quelli che dovrebbero, invece, richiamarlo ad un'attenzione diversa, nel rispetto dei colori biancazzurri e di una società che non è, lo ricordino lui e i suoi attacché, una sua proprietà privata. (Gianni Lussoso)